Palazzo scolastico di Grosotto

100 anni – i Maestri e le maestre nei ricordi degli alunni

Per gli alunni di Grosotto, un secolo di volti e di ricordi indelebili sono racchiusi nei 100 anni del loro palazzo scolastico. Nella memoria della collettività gli insegnanti degli anni ‘30, ‘40, ‘50 e ‘60 erano accomunati da un metodo rigoroso che prevedeva punizioni, anche corporali, considerate parte integrante dell’insegnamento e che hanno  lasciato nella scuola una forte impronta. 

I maestri – per lo più figure femminili – insieme al sindaco, al parroco, al medico e al farmacista, godevano di alta considerazione e rispetto nel paese. Essi erano le colonne essenziali del tessuto sociale, poiché a loro erano affidate l’istruzione, l’educazione e la formazione dei futuri cittadini. L’educazione civica e il comportamento erano alla base dell’attività scolastica, mentre “leggere, scrivere e far di conto” erano gli obiettivi programmatici a cui tutti dovevano mirare. Una particolare attenzione era dedicata anche alla “bella grafia” e allo studio mnemonico di poesie. Si scriveva inizialmente in corsivo con matite e con penne a inchiostro, solo successivamente si imparava a scrivere in stampatello.

I banchi in legno con i calamai furono sostituiti all’inizio degli anni sessanta con l’arrivo delle penne a biro e dei più moderni banchi col piano in formica.

Tra le prime maestre che inaugurarono il nuovo edificio scolastico, già a partire dal 1927, si ricordano le severissime sorelle Ninì e Rosina Robustelli, dette “Cabrelini”, le sorelle Libera e Maria Dell’Acqua “Zèpeli”e la maestra Bonomi Alice in Robustelli della Cuna.

Ogni generazioni porta nel cuore i ricordi degli anni più belli ed ogni epoca ha i suoi “amatissimi”. Ci sono quindi figure che spiccano nella memoria dei testimoni: quella della maestra Elisabetta Stoppani “Cazetòla”, la lady di ferro grosottina che ha lasciato un’impronta anche nella vita amministrativa del paese. Infatti, sul finire degli anni ’50, fu la prima donna sindaco in Valtellina, e non solo, e l’unica nella storia di Grosotto.

Un altro personaggio di spicco e di forte temperamento che viene da tutti ricordato a partire dagli anni sessanta è la direttrice didattica Dirce Rizzi, donna di grande umanità e sensibilià, che scriveva anche su libri e riviste di cultura e pedagogia a livello nazionale.

A Grosotto la maestra era unica per ogni classe. Maschi e femmine erano in aule separate e l’orario di 5 ore giornaliere era suddiviso tra mattina e pomeriggio con riposo il giovedì. Prima dell’introduzione della scuola media unica (1963), a Grosotto c’erano le classi sesta, settima e ottava, con diverse materie pratiche, alcune tipo quelle del triennio di avviamento professionale in funzione a Grosio. Chi desiderava frequentare la scuola media, a Tirano o a Sondalo, per poi proseguire gli studi, dopo l’esame di quinta elementare, doveva superare un altro esame di ammissione.  

La classe maschile dei coscritti del 1940 ebbe il maestro Egidio Vido, ma, essendo piuttosto insubordinata, ricorda il subentro successivo del sergente di ferro Emilio Caspani.di Grosio, detto maestro Miglio

I ragazzi del 1946 non hanno dimenticato il loro maestro Piero Fanti, sempre con la bacchetta pronta, ma rimpianto dopo la sostituzione col maestro Salvatore La Pegna, siciliano e magro come uno stecco, per i continui ceffoni che subivano.

Numerosissimi gli insegnanti degli anni 60-70 che tornano alla memoria, spesso accompagnati da aneddoti. La maestra Angelica Da Prada insegnava soprattuto in sesta e settima economia domestica, ricamo e cucito. Tanti ricordi legati alla mitica maestra Lena Sala Della Cuna, che aveva sposato un’altra colonna dell’istituto, il maestro Dante Compagnoni e alla cognata Elisa Osmetti, mamma dell’attuale sindaco Antonio Sala Della Cuna.

“Nel pomeriggio la maestra Lena ci portava spesso nella sua vigna dove si adoperava per difendere le piante dagli insetti che avrebbero potuto danneggiare la vite. Poi riposavamo nel prato ascoltando estasiati vari  aneddoti della sua infanzia”. 

Anche della maestra Bice Mitta Lindo le alunne del 1949 ricordano la sua canzone preferita – “Sul cappello” – e le lezioni didattiche pomeridiane nel suo orto adiacente alla casa di Bartolomeo Cattaneo, all’inizio della via Mulini. In quel periodo vengono menzionate la maestra Matilde Da Prada, poi trasferitasi a Tirano, la maestra Elisa Mitta Lindo e la cognata, sposa del geometra detto “Miton” e sorella di un famoso onorevole morbegnese. Delle  sorelle Angela e Dirce Mitta, madre e zia dell’ex sindaco Giuseppe Saligari, emergono ricordi di dedizione, generosità e tanta umanità. La maestra Angela, dopo anni di insegnamento divenne segretaria nel circolo didattico di Grosio-Grosotto.

Come non ricordare poi, sul finire degli anni settanta e oltre il maestro Bruno Sala Peup per il suo “pallino” delle tabelline, la bravissima maestra Ester De Maron, Antonietta Polinelli, Ines Cattaneo, Romano Caratti e, a seguire, Nica Saligari, Lucia De Maron, Mariangela Pruneri, Ines Robustellini, Franca Tognoli, Margherita Robustelli e certamente tante altre, alle quali chiediamo venia per la dimenticanza.

Da queste testimonianze emergono i grandi cambiamenti nella gestione della didattica e dell’educazione e nel rapporto insegnante-alunno, avvenuti soprattutto dopo l’introduzione dei Decreti delegati nel 1974. 

Ma l’aspetto più interessante, di cui i Grosottini possono essere fieri, è la notevole quantità di insegnanti che Grosotto ha generato fin dall’inizio del 900. Tanti sacrifici, emergevano dalle memorie di due rocce grosottine della classe 1924, Franca Felesina ed Ester Imperial: “molte erano le maestre di Grosotto che, all’inizio della loro missione, venivamo destinate nei paesi più sperduti della Valtellina, come Trepalle o Livigno, dove si saliva ad ottobre e si scendeva a giugno, quando la strada era percorribile.”

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  • Ultima modifica dell'articolo:27/01/2026

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